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domenica 9 giugno 2013

Il centro destra si ricorda della sanità

Il centrodestra (i consiglieri Marini del PdL e Mara Piccin della Lega Nord) contestano le dichiarazioni del consigliere regionale Rotelli (la riforma Tondo va abrogata) e del Presidente Serracchiani (l’aumento dei ticket sanitari sarà abolito), per giustificare la loro sconfitta politica.
Quella non era una riforma di riorganizzazione dell’attività sanitaria, partendo dai bisogni delle persone (come serve e come questa giunta farà), ma una sforbiciatina qua e là.
Se Tondo ci credeva, poteva farla partire prima delle elezioni, per dimostrarne l’efficacia.
Per quanto riguarda l’aumento dei ticket, si è constatato (come era immaginabile) che hanno prodotto un doppio danno: un minore gettito per lo Stato (con un maggior ricorso al privato per la competitività della spesa) contemporaneamente alla riduzione della cure per i meno abbienti, che non riescono a sostenere tale aggravio.
Fa bene Serracchiani a eliminarli e a ripartire dai bisogni delle persone (le fondamenta della buona sanità), nell’ambito della compatibilità economica, che potrà essere ottenuta intervenendo sugli sprechi e non eliminando genericamente i vertici dell’organizzazione.
Non ci sarà nessuna macelleria sociale, perché il personale è la struttura portante di una buona sanità. E questo Serracchiani e l’assessore Telesca lo sanno bene.

giovedì 18 aprile 2013

Il mal di pancia autorizza tutto. Quasi


Il senatore Francesco Russo, neosenatore e segretario provinciale del Partito democratico di Trieste, ha dichiarato che ha votato Franco Marini “con uno straordinario mal di pancia e per un solo motivo: è la proposta del mio segretario Bersani ed è stato votato a maggioranza dall'Assemblea dei grandi elettori della coalizione di centrosinistra.”

Gli è bastato un po’di mal di pancia per deludere i tanti cittadini che lo hanno eletto e che stanno protestando per questo voto. Votare Marini, infatti, ha significato schierarsi con quella parte del partito che non riesce a liberarsi dalla logica degli accordi sottobanco, portando così il partito vicino alla spaccatura. E’ ora che anche a livello locale se ne traggano le conseguenze.

In questa situazione che rischia di diventare drammatica era ed è fondamentale che la politica torni a rappresentare i cittadini. Tutto ciò accade alla vigilia delle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia dove si può, da parte di Debora Serrachiani, ancora far arrivare un chiaro e forte segnale di cambiamento.

Al gazebo PD


Votare Marini ha significato schierarsi con quella parte del partito che non riesce a liberarsi dalla logica degli accordi sottobanco, portando così il partito alla rovina. 
In questa situazione che rischia di diventare drammatica era ed è fondamentale unire cittadini e politici. Dispiace che tutto ciò venga fatto poco prima delle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia dove si può ancore dare un chiaro e forte segnale di cambiamento con Debora Serracchiani
No al presidente dei partiti, sì al Presidente della buona politica e dei cittadini
Per protestare contro questa politica malata, assieme a Sandro Zagatti ed altri, mi troverò oggi, giovedì 18, alle 19 al gazebo del PD di piazza della Borsa.