sabato 14 gennaio 2017
Malumori nel PD. E tra i nostri elettori.
Ieri Assemblea provinciale del PD. Ho apprezzato l'intervento di Cosolini su lavoro e Ferriera. Votate piu' o meno 4 mozioni (vedi la sintesi del Piccolo). Accenni alle cause delle recenti sconfitte regionali, ma non tutte convincenti (le analisi). Volete provare voi a segnalarle, senza entrare in dibattito o polemica l'un con l'altro?
giovedì 12 gennaio 2017
Trieste una scovazera? E po no!
Trieste sembra una scovazera. Bel reportage di Loretta Marsilli sul degrado di Trieste. i responsabili? Chi butta per terra tutto, l'Acega che non pulisce, il Comune che non controlla.
lunedì 9 gennaio 2017
I social, la paura "dell'uomo nero" e le risposte
Una ragazza segnala sul gruppo "Vivere Opicina" che la sua macchina è stata circondata da 6 stranieri e che uno le ha battuto sul finestrino chiedendole di scendere. Grave. Schiavone dell’ICS, da parte sua, si è dichiarato pronto a cercare di risalire ai possibili responsabili.
Ci sono stati altri episodi di violenza durante il Capodanno, probabilmente dovuti al troppo alcool. Sempre capitato, ma non va bene per niente.
Dopo tante accuse all’amministrazione Cosolini e le dichiarazioni tipo “quando riveremo noi, risolveremo tuto” da parte degli sceriffi nostrani, ci si aspettava che non ce ne fossero per niente. Ce ne sono invece forse di più.
Si può però gestire al meglio la presenza di stranieri, anche con modalità nuove, perché il numero di arrivi è maggiore di decenni fa purché non si esasperino gli animi esaltando le violenze verbali e le minacce di “ ghe fazessi veder mi se…”. Qualcuno crede ancora che dirle più grosse faccia svanire il problema e ricevere tanti applausi o like sui social. Chi comprende correttamente le problematiche dell’immigrazione deve però capire che rappresentano un modo, certo non il migliore, per esprimere preoccupazioni legittime e paure. E a queste bisogna dare risposte reali e ascoltando le ragioni anche di chi non si ritiene abbia ragione, da ambo le parti.
Ci sono stati altri episodi di violenza durante il Capodanno, probabilmente dovuti al troppo alcool. Sempre capitato, ma non va bene per niente.
Dopo tante accuse all’amministrazione Cosolini e le dichiarazioni tipo “quando riveremo noi, risolveremo tuto” da parte degli sceriffi nostrani, ci si aspettava che non ce ne fossero per niente. Ce ne sono invece forse di più.
Si può però gestire al meglio la presenza di stranieri, anche con modalità nuove, perché il numero di arrivi è maggiore di decenni fa purché non si esasperino gli animi esaltando le violenze verbali e le minacce di “ ghe fazessi veder mi se…”. Qualcuno crede ancora che dirle più grosse faccia svanire il problema e ricevere tanti applausi o like sui social. Chi comprende correttamente le problematiche dell’immigrazione deve però capire che rappresentano un modo, certo non il migliore, per esprimere preoccupazioni legittime e paure. E a queste bisogna dare risposte reali e ascoltando le ragioni anche di chi non si ritiene abbia ragione, da ambo le parti.
mercoledì 4 gennaio 2017
Giovani (e) vecchi
“ Ma chi sono i giovani vecchi?” Mi chiese preoccupato un
giovane serio. “Sono quelli che si adeguano facilmente ai riti dei più vecchi
senza portare la loro
visione del mondo e le loro speranze”.
I giovani non hanno vissuto le esperienze delle
precedenti generazioni e tendono a distaccarsene, per recidere il cordone
ombelicale con la famiglia, come è naturale che sia. Vogliono scoprire la realtà
con i loro occhi, trovare qualcosa per la quale valga la pena di lottare, senza
i condizionamenti di chi li ha preceduti e la militanza nei partiti di oggi,
avendone viste la delusione delle generazioni precedenti e la lontananza dai problemi dei giovani. Sanno
bene che andare in piazza a gridare “Lavoro, lavoro” non basta per
materializzarlo.
Gli ideali di sinistra per loro sembrano un mix di
retorica e di conquiste in parte già ottenute come il welfare, che aiuta però solo
chi già lavora o è anziano. Nonostante ciò, molti s’impegnano, ma nel
volontariato.
Resta però la necessità di legare questo entusiasmo
nascosto e la “sfrontatezza” della gioventù con l’esperienza di chi ha già
vissuto altre storie per cercare assieme nuove strade su cui trovare un
consenso più ampio. Matteo Renzi aveva
cercato di aumentarlo attorno alle proposte del PD, ma alcuni errori durante il
percorso e le difficoltà oggettive di questo periodo l’hanno limitato. Restano
così legati al PD pensionati e dipendenti pubblici, che sono poco stimolati a
sperimentare su stessi il rinnovamento necessario per creare lavoro, sempre più
diverso dal passato.
La priorità di Renzi ora è la ricerca sia di aggregazione
interna sia di proposte non divisive che possano portare più elettori attorno a
un progetto per le prossime elezioni
nazionali.
In periferia servono però progetti d’interesse locale e
persone credibili in grado di trovare un consenso intergenerazionale, anche in
previsione delle prossime elezioni regionali e locali, forse vicine. Per queste
si potrebbero aprire nuovi scenari per il centrosinistra tanto da prevedere candidature
non di stretta appartenenza al PD.
Serve quindi la capacità di guidare il partito e di
coordinarsi con chi riterrà di far parte di un’alleanza di centrosinistra. I
risultati dell’attuale segreteria regionale sono stati purtroppo molto deludenti e non si vede
come questa possa perseguire questi obiettivi e cambiare rotta dopo le recenti
pesanti sconfitte, senza che sia stato dato da tanto tempo un segnale di aver
compreso il giudizio degli elettori. Non può
essere quindi la guida del PD regionale chi ha perso tutto il possibile, capace
solamente di continuare a portare all’attenzione pubblica vecchie valutazioni e
progetti immodificati, validi per molti aspetti, ma oramai bocciati. Va invece
ricostruito un percorso di proposte assieme a chi intende partecipare, finora
lasciato da parte.
La prossima Assemblea provinciale del PD dovrà portare
indicazioni chiare, pena la perdita di fiducia del nostro elettorato. In questo
senso, è oramai incomprensibile l’ostinazione di questa segreteria regionale a
restare alla guida del Partito Democratico regionale, tanto più che Renzi ha
dato un segnale chiaro: quando si perde nettamente, si danno le dimissioni.
sabato 10 dicembre 2016
PCI>PdS batte Liberalsociali 3-1 in una partita d’allenamento interna precongressuale.
PCI>PdS batte Liberalsociali 3-1 in una partita d’allenamento
interna precongressuale.
Buono l’arbitraggio di Gianni Cuperlo (servono ponti
nella Sinistra). Interessante esordio del giovane Luca, che ha mostrato ai PCI/PdS
nei toni e nei contenuti l’altra faccia della luna, segnando l’unico goal dei non vincitori della serata.
Tra gli interventi preordinati pre Cuperlo, bel gioco
di un ex Margerita, ma ininfluente sul risultato. Veementi giocate di un ex Manifesto (l’è tutto sbagliato) ma dopo
fa quasi autogoal, tra le disapprovazioni del colto pubblico.
Bello il dorato e
stucchevole campo da gioco, che limitava la partecipazione del popolo, sempre invocato, ma tenuto a debita
distanza, anche perché magari ci avrebbe fischiato tutti.
3 goal veri a Renzi, miga
ciacole, assolti da un goleador i vertici regionali, criticata un pochino da un
altro. La squadra renziana non aveva in campo i titolari, in cerca di se stessi
per il momento e anche perché era una partita interna dei bersaniani. Nessun accenno
da parte dei vincitori al gioco dinamico e riformista di Matteo Renzi, che
aveva smosso le inerzie del difensivismo ad oltranza, che aveva fatto balenare
la possibilità di un’altra bella Italia.
giovedì 8 dicembre 2016
Quale grado di diseguaglianza è accettabile per la Sinistra?
Una domanda che mi pongo in seguito a uno scambio di commenti tra me e Raffele Leo: fino a che punto la sinistra può aiutare i bisognosi senza togliere allo sviluppo?
Io: " Valori e ideali della sinistra son ancora validi,
ma vanno rideclinati. Anche perché non si può pretendere il welfare senza dare
nulla in cambio
RL: "Il
welfare non è un regalo ma é un diritto che deriva dal gettito fiscale e dalla
distribuzione del reddito e della ricchezza. Compito della politica è quello di
rendere il welfare sostenibile eliminando le disparità tra chi ha tanto o troppo
e chi ha di meno o niente. Se la politica invece considera il welfare un premio
che spetta solo a chi da qualcosa in cambio usciamo dalla concezione dello
stato sociale per entrare in un altro sistema dove lo stato eroga servizi solo
a chi potrà permetterseli."
Io, aggiungo: " E' un diritto
secondo la sinistra. Ma se l’estensione sempre più diffusa dei benefici del
welfare porta a una richiesta senza fine e chi pretende “troppo” rispetto a chi ha
meno, non manca di senso della solidarietà? Così facendo non da nulla in cambio. Si arriva a mettere in crisi lo Stato, aumentando a dismisura tasse e il debito pubblico. Si toglierebbero così risorse al rilancio dell'economia, che supporta il welfare statale con la fiscalità. Come si può pensare di eliminare tutte le disparità? Dato che non è possibile, quale grado di queste è accettabile per un paese democratico ? Solamente un grande patto tra il popolo e chi ne rappresenta queste istanze può consentire un equilibrato rapporto tra sviluppo e welfare. Perché non è più possibile pretendere un welfare estensivo votando partiti liberisti.
sabato 3 dicembre 2016
Non solo più multe per avere meno morti, ma più attenzione
Investita sulle strisce da un'auto che correva,15 anni che non ci sono più. Qualche rara volta mi scappa l'acceleratore, perché ho fretta, perché tutti corrono, perché andare veloce è bello, ma poi penso che è meglio andar piano e qualche vigile vicino alle strisce potrebbe ben essere un deterrente. A nessuno piace essere multato e ai Comuni non piace multare troppo, perché son poi voti in meno. Dobbiamo fare tutti molta più attenzione!
La foto mostra le strisce pedonali disegnate in 3 D, buon deterrente contro l'incoscienza.
La foto mostra le strisce pedonali disegnate in 3 D, buon deterrente contro l'incoscienza.
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