Brutta, scorretta questa polemica sul trasferimento di una parte del Laboratorio del Burlo a Cattinara. E' un'operazione che consente una riorganizzazione positiva del sistema Laboratorio nella provincia di Trieste, non intacca la peculiarità del Burlo (che ha contribuito alla mia formazione professionale) e non porta alcun rischio ai pazienti. Ha creato solo un problema: l'ansia per chi accede ai servizi del Burlo. Questo tentativo di far del male al Burlo non passerà.
lunedì 25 gennaio 2016
lunedì 18 gennaio 2016
Attraversare le strisce incolume
Un altro investimento sulle strisce pedonali. A Barcola. Ero 3 giorni in Francia, dove ho "cercato" in tutti i modi di rischiare la vita per attraversare le strisce pedonali sfidando la sorte e gli automobilisti. Niente da fare, rallentavano 10 metri prima e poi si fermavano, anche se li invitavo a passare e "anche" se avevano auto da "chi se ne frega degli altri".. E' ora di finirla. Quando potremmo dire "Te son de Trieste se te lassi passar i pedoni incolumi sulle zebre"?
mercoledì 23 dicembre 2015
Lettera del SSN a Babbo Natale
So bene che pochi leggeranno questa lettera del GIMBE- Nino Cartabellotta-SSN a Babbo Natale. Ma è bella e importante. Una bella sintesi su cosa si dovrebbe/potrebbe fare per migliorare la nostra sanità, che interessa a pochi quando stanno bene.
martedì 22 dicembre 2015
Le multe al Mercato coperto
La spiegazione fornita dal comandante della Polizia locale Abbate potrebbe ben chiudere la polemica sulle sanzioni date ai commercianti del Mercato coperto. L'amarezza è ben comprensibile vista la consistenza delle sanzioni stesse, ma le strumentalizzazioni politiche create su questo episodio non favoriscono la comprensione dell’accaduto e la convivenza civile. Mi sembra che ci sia qualcuno che voglia proteggere chi ha sbagliato, nonostante sia stato sollecitato a mettersi in regola. Le scorrettezze vanno bloccate, anche se possono nascere solamente da superficialità, ma sempre scorrettezze sono. Ritengo che si potrà lavorare per introdurre una gradualità della sanzione in casi simili, anche per non penalizzare l’attività commerciale, ma senza favorire chi opera scorrettamente, creando svantaggio a chi lavora seriamente, come è la maggioranza degli operatori. Questa è la differenza tra chi intende amministrare al meglio la nostra città e chi vuole solo visibilità.
"Dopo le innumerevoli polemiche - per lo più strumentali - e i commenti d’istinto di alcuni lettori, credo siano necessarie e doverose alcune precisazioni tecniche per offrire a tutti qualche strumento in più di lettura sui controlli al Mercato coperto di via Carducci. La Polizia locale è intervenuta su specifica sollecitazione di alcuni commercianti del Mercato stesso, affinché ci fosse un sostanziale rispetto delle regole, in particolare sull’occupazione degli spazi concessi. Il 14 dicembre sono stati controllati tutti i 34 operatori presenti: 23 di essi erano in regola con gli spazi occupati, 11 invece no. Come possono essere tutelati i 2/3 dei commercianti corretti? Ad ogni buon conto, e consapevoli dell’impatto di una sanzione commerciale sul bilancio di un’attività, nel periodo precedente i controlli i responsabili del Servizio commercio del Comune hanno richiamato più volte gli operatori del Mercato a restare entro gli spazi fissati dalla loro concessione. Lo ripeto: non uno, ma più richiami. Lo spazio concesso rientra nei meccanismi della leale concorrenza ma è anche fondamentale per la sicurezza dei luoghi, quando lo sconfinamento va ad ostruire completamente o quasi i camminamenti: se nella routine quotidiana possono costituire un noioso intralcio, in caso di emergenza possono fare la differenza tra la vita e la morte. È meglio controllare prima o stracciarsi le vesti dopo, incolpando l’amministrazione di inerzia? I verbali non hanno punito i commercianti per aver occupato «pochi centimetri in più», ho letto anche questo. Parliamo di 17, 20, 27 cassette di frutta/verdura; occupazione degli spazi di altri commercianti o sui camminamenti. Due metri quadrati in più non sono irrisori, proprio per i motivi di sicurezza e sana concorrenza commerciale appena accennati. Ricordo ancora, a chi chiede quali siano le leggi e chi le abbia fatte, che il regolamento del Mercato è stato approvato nel 2000 dal Consiglio comunale dell’epoca e che le sanzioni sono stabilite dalla legge regionale sul commercio (n.29/2005, art.43). La Polizia locale è deputata ai controlli ed è tenuta ad applicare queste specifiche norme, non certo a stabilire le regole né tantomeno l’importo delle sanzioni. Preciso infine che i controlli al Mercato sono una piccola parte dell’attività della Polizia locale, da sempre attiva in numerosi settori della sicurezza cittadina: polizia stradale, edilizia, sicurezza ambientale, giudiziaria, commerciale, tributaria e per la sicurezza urbana. In ogni campo effettuiamo al meglio tantissimi controlli. Ma tutti sono legati da due fattori comuni: sicurezza e serena convivenza. Sergio Abbate Comandante della Polizia locale"
"Dopo le innumerevoli polemiche - per lo più strumentali - e i commenti d’istinto di alcuni lettori, credo siano necessarie e doverose alcune precisazioni tecniche per offrire a tutti qualche strumento in più di lettura sui controlli al Mercato coperto di via Carducci. La Polizia locale è intervenuta su specifica sollecitazione di alcuni commercianti del Mercato stesso, affinché ci fosse un sostanziale rispetto delle regole, in particolare sull’occupazione degli spazi concessi. Il 14 dicembre sono stati controllati tutti i 34 operatori presenti: 23 di essi erano in regola con gli spazi occupati, 11 invece no. Come possono essere tutelati i 2/3 dei commercianti corretti? Ad ogni buon conto, e consapevoli dell’impatto di una sanzione commerciale sul bilancio di un’attività, nel periodo precedente i controlli i responsabili del Servizio commercio del Comune hanno richiamato più volte gli operatori del Mercato a restare entro gli spazi fissati dalla loro concessione. Lo ripeto: non uno, ma più richiami. Lo spazio concesso rientra nei meccanismi della leale concorrenza ma è anche fondamentale per la sicurezza dei luoghi, quando lo sconfinamento va ad ostruire completamente o quasi i camminamenti: se nella routine quotidiana possono costituire un noioso intralcio, in caso di emergenza possono fare la differenza tra la vita e la morte. È meglio controllare prima o stracciarsi le vesti dopo, incolpando l’amministrazione di inerzia? I verbali non hanno punito i commercianti per aver occupato «pochi centimetri in più», ho letto anche questo. Parliamo di 17, 20, 27 cassette di frutta/verdura; occupazione degli spazi di altri commercianti o sui camminamenti. Due metri quadrati in più non sono irrisori, proprio per i motivi di sicurezza e sana concorrenza commerciale appena accennati. Ricordo ancora, a chi chiede quali siano le leggi e chi le abbia fatte, che il regolamento del Mercato è stato approvato nel 2000 dal Consiglio comunale dell’epoca e che le sanzioni sono stabilite dalla legge regionale sul commercio (n.29/2005, art.43). La Polizia locale è deputata ai controlli ed è tenuta ad applicare queste specifiche norme, non certo a stabilire le regole né tantomeno l’importo delle sanzioni. Preciso infine che i controlli al Mercato sono una piccola parte dell’attività della Polizia locale, da sempre attiva in numerosi settori della sicurezza cittadina: polizia stradale, edilizia, sicurezza ambientale, giudiziaria, commerciale, tributaria e per la sicurezza urbana. In ogni campo effettuiamo al meglio tantissimi controlli. Ma tutti sono legati da due fattori comuni: sicurezza e serena convivenza. Sergio Abbate Comandante della Polizia locale"
mercoledì 4 novembre 2015
Assenteismo e licenziamento
Diritto al lavoro o all'assenteismo? Certe dichiarazioni di sindacalisti, dopo quella del ministro Madia, fanno sorgere qualche dubbio, che non fa onore al sindacato
domenica 25 ottobre 2015
Legittima difesa o legittima paura
Sulla legittima difesa ecco i 3 criteri secondo Francesco Occhetta: la necessità di difendersi, l’inevitabilità dell’offesa e la proporzione fra la difesa e l’offesa. Ma se ti dicono che puoi vincere le tue paure con una semplice pistola non c'è ragionamento o legge che tenga. E chi te lo dice, ti capisce e quindi diventi tutt'uno con lui. E lo voti.
venerdì 9 ottobre 2015
Quando la protesta della CGIL non aiuta chi si vuole proteggere
La sindacalista Giacaz della CGIL funzione pubblica di Trieste usa parole dure, sfiduciando non solo la Regione ma, di fatto, anche il Commissario Straordinario Delli Quadri, assieme ai professionisti del Servizio Sanitario Regionale, ingenerando una sorta di sfiducia tra la popolazione verso una delle più importanti strutture pubbliche della città, l’ospedale.
Punta il dito contro il Pronto Soccorso di Trieste, area calda anche nei migliori ospedali del mondo, con critiche non costruttive, senza proposte, se non quella nostalgica di chiedere genericamente più risorse da mettere nel pozzo senza fondo della sanità. Ignora, forse, che questa Regione si sta impegnando a portare maggiori risorse alla sanità e al sociale, ben più di altre, anche in un momento di crisi economica come questo.
Proprio la CGIL aveva salutato questa riforma come innovativa e avanzata, dopo anni d’immobilismo che non avevano ricevuto simili critiche. Questa riforma, seppur complessa e ambiziosa, punta sulla riorganizzazione del sistema, riconoscendo la necessità di potenziamento del territorio per aiutare i pazienti e anche le famiglie a gestire gli anziani e la cronicità.
Riorganizzare significa prima individuare, poi eliminare sprechi e inerzie, per aggiungere poi risorse che siano veramente produttive. Questo è un percorso complesso, già avviato, che richiede i suoi tempi e non solo generiche parole d’ordine sociali, con il coinvolgimento dei professionisti e dei pazienti. Conosco bene le sofferenze di entrambi e apprezzo la professionalità degli operatori. Non servono parole e atteggiamenti lobbistici, bensì la volontà di lavorare assieme per la comunità, migliorando i servizi già di alto livello per i pazienti e le condizioni di lavoro dei professionisti, facendo riferimento alle migliori evidenze scientifiche, senza analisi sociologiche fuorvianti. Se c'è qualche problema nel percorso, se ne può parlare, a meno che non ci sia qualche rifiuto in tale senso. In questo caso, ciò va evidenziato.
Solo così si potrà procedere al meglio, tanto da evitare che a qualcuno venga impunemente la voglia di soffiare sul fuoco in sanità, dove le sensibilità particolari e i dolori vanno invece rispettati.
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