mercoledì 23 marzo 2016

Che fare dopo Bruxelles

Che fare dopo Bruxelles. 1) Sicuramente mantenere la calma, non farsi prendere dal panico, che è quello che vuole sempre il terrorismo. 2) Più intelligence, meno uomini per le strade tanto invocati dai populisti anche a Trieste; Bruxelles ne era piena e non è servito a niente, hanno fatto i manichini 3) Dare un’identità più chiara all’Europa, possibile e necessario non solo perché c’è il nemico che prima non c ‘era (l’ISIS), ma per costruire un progetto comune che la renderebbe più solida e non fragile come adesso. 4) In Italia? Dare un senso al’unità democratica del Paese. Qua sarebbe bello aprire un bel percorso. Basterà quello che porta al referendum sulle riforme costituzionali? Utile, ma non sufficiente, se resteranno motivi di divisione ed estraneità.

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