sabato 13 febbraio 2016

Una direzione per dare la giusta direzione

Stanotte lunga e vivace Direzione PD sulle prossime elezioni a Trieste, che vedrà Roberto Cosolini come candidato
sindaco per la coalizione di centrosinistra. Intenso dibattito sulle modalità della prossima campagna elettorale, sulla città metropolitana proposta da Francesco Russo e sul significato attuale della comunicazione politica. Siccome ritengo che abbiamo amministrato bene in condizioni economiche difficili, dobbiamo comunicare meglio e raggiungere più persone, anche inizialmente lontane da noi, perché nessuno nasce "imparato". Tutto qua. Più o meno

Il Piccolo 13 febbraio 2016 Marco Ballico. Il senatore esibisce in direzione un sondaggio sfavorevole al candidato triestino. «Con Roberto si perde. Servono le primarie»
il progetto fondamentale La gente ci chiede il cambiamento per voltare pagina in maniera definitiva e vuole arrivare alla città metropolitana
«Ringraziamo la coordinatrice di Forza Italia, Sandra Savino per aver ricordato che il no al rigassificatore è merito dell’amministrazione di Roberto Cosolini. Se l’ultima parola l’avesse avuta il precedente sindaco, allora iscritto a Forza Italia come oggi la Savino, il rigassificatore sarebbe già a Trieste, dato che ne era fervido sostenitore». A dirlo è la segretaria del Pd Fvg, Antonella Grim commentando le dichiarazioni della coordinatrice regionale di Fi, Sandra Savino sul futuro dell’impianto previsto nel capoluogo giuliano. «Dopo che si è impaludata la corsa del suo cavallo di razza nel capoluogo regionale - continua Grim - il centrodestra mostra tutti i suoi limiti nell’articolare una proposta sensata alla città e alla regione. Sperando di sviare l’attenzione dal caos in cui si trova Forza Italia, Savino è pronta a tutto, anche a rinnegare la politica della giunta regionale di cui faceva parte». Savino aveva detto: ««Dall’11 giugno è calato il silenzio e lo spettro del rigassificatore continua a volteggiare sopra la città di Trieste. Nonostante i tanto sbandierati ottimi rapporti tra il governo e la giunta Regionale sembra che a Roma il progetto non sia mai stato accantonato anche davanti al parere contrario delle amministrazioni locali».di Marco Ballico wTRIESTE Roberto Cosolini candidato sindaco sembrava operazione non condivisa da tutto il Pd, ma chiusa. E invece, a sorpresa, Francesco Russo usa la direzione provinciale di ieri sera per avvertite il partito e cercare il ribaltone. «Pensiamoci, la gente vuole il cambiamento», dice il senatore sventolando un sondaggio che stronca le speranze di vittoria dell’uscente. Numeri troppo pesanti, insiste Russo, per non passare attraverso le primarie, come a Muggia e forse anche a Pordenone, prima di decidere. Il sindaco in carica che punta al bis, solo una settimana fa, aveva presentato la coalizione. E Ettore Rosato, via Twitter, aveva ufficializzato: «Anche a Trieste parte la campagna amministrative 2016 con Cosolini sindaco e centrosinistra unito». Del resto c’erano stati, in precedenza, diversi via libera. Ma Russo, che oggi in conferenza stampa alle 15.30 al palazzo del Tergesteo motiverà la sua posizione, non ci sta. E l’ha detto chiaramente in una direzione finita a tarda ora in cui la maggioranza ha tenuto duro su una partita che già all’ora di pranzo Nerio Nesladek escludeva si potesse riaprire. Se qualcuno non è d’accordo? «Tutto si può ricomporre», aggiungeva il segretario provinciale. Eppure, anche se con ogni probabilità le primarie non si faranno (a quell’appuntamento lui non sarebbe mancato), Russo ha piazzato il caso politico. L’ultima spinta gliel’ha fornita un sondaggio (798 interviste) commissionato all’Ipsos. Dopo aver chiesto un giudizio sull’opportunità della città metropolitana (risponde affermativamente il 59% del campione) e sulla riqualificazione del Porto Vecchio («molto o abbastanza utile» per il 71% degli intervistati), le sue due grandi partite, il senatore dem ha voluto fare emergere il trend in vista delle prossime elezioni. E il verdetto è senza appello sul mandato in corso: il 66% sostiene che il nuovo sindaco, chiunque sia, dovrà «cambiare radicalmente il modo di governare la città». E dunque, queste le parole del senatore al partito, «davanti alla necessità di chiarire al meglio un progetto forte e condiviso, chiedo siano i cittadini a scegliere. Attraverso le primarie, lo strumento che lascia agli elettori e non alle segreterie di partito il potere di decidere». Quelle stesse primarie su cui si stava ragionando ieri anche a Pordenone, una richiesta avanzata con forza dai riformisti che hanno voluto mettere in discussione la candidatura di Daniela Giust. A Trieste nulla di diverso. «Ho combattuto per anni l’immobilismo di matrice camberiana – dice preoccupato Russo – e proprio quando, finalmente, la città sembra pronta a voltare definitivamente pagina scopro, con grande stupore, che anche una parte del centrosinistra ha paura del cambiamento». Il peso del sondaggio? «Gli elettori chiedono un cambiamento forte. Discontinuità. Che si ascolti la loro insofferenza, razionale o irrazionale che sia. E che non si faccia finta di niente scrollando le spalle come abbiamo sempre fatto negli ultimi tempi». Russo non dimentica il recente passo falso alle primarie di Muggia, con la vittoria del candidato di Sel. E si toglie più di un sassolino sulle resistenze trovate nel percorso da lui aperto verso la città metropolitana, contrastato pure da Debora Serracchiani: «Nell’ultimo anno, anche con il coraggio di dire ai miei colleghi in regione che si stavano sbagliando, ho concentrato la mia azione politica su quel tema non certo per un'impuntatura personale come qualcuno ha provato a sostenere ma perché, come i fatti hanno confermato, questa era l’ambizione dei miei concittadini. Ma so anche che la classe dirigente del partito, al di la delle dichiarazioni di facciata, ha espresso forti dubbi nel supportare il progetto». Di fatto, siamo alla sfida a Cosolini. Dovranno essere i cittadini, questo vuole Russo, a scegliere «tra chi propone un progetto in continuità con i cinque anni passati e chi, invece, crede sia ora di cambiare marcia e per trasformare profondamente Trieste. Oggi una città di periferia italiana, ma con le potenzialità per diventare davvero un’area metropolitana al centro dell’Europa»

sabato 30 gennaio 2016

I cittadini che manifestano e la Ferriera

La manifestazione di domenica per chiedere il rispetto degli impegni presi dalle istituzioni sulla Ferriera è presentata come una legittima e comprensibile protesta dei cittadini, ma si sta trasformando in una manifestazione politica contro chi amministra la città. 
Proprio in questi giorni il sindaco ha reso noti i primi dati riguardanti le emissioni che sono in riduzione.
Aspettare qualche giorno rispetto ai decenni nei quali la Ferriera era in condizioni peggiori di ora? Riuscire a verificare se effettivamente si possa coniugare salute e lavoro, che a sua volta porta salute?
Io aspetto ancora quel tempo che è infinitesimale rispetto agli anni d’incuria proprio di chi ora vuole mettersi in prima fila della manifestazione, contro i lavoratori della Ferriera.

Dopo, se non ci sarà la soluzione per questo problema, voterò per la chiusura dell’area a caldo.

lunedì 25 gennaio 2016

Il tesferimento del laboratorio del Burlo a Cattinara, una buona prova di riorganizzazione del sistema

Brutta, scorretta questa polemica sul trasferimento di una parte del Laboratorio del Burlo a Cattinara. E' un'operazione che consente una riorganizzazione positiva del sistema Laboratorio nella provincia di Trieste, non intacca la peculiarità del Burlo (che ha contribuito alla mia formazione professionale) e non porta alcun rischio ai pazienti. Ha creato solo un problema: l'ansia per chi accede ai servizi del Burlo. Questo tentativo di far del male al Burlo non passerà.

lunedì 18 gennaio 2016

Attraversare le strisce incolume

Un altro investimento sulle strisce pedonali. A Barcola. Ero 3 giorni in Francia, dove ho "cercato" in tutti i modi di rischiare la vita per attraversare le strisce pedonali sfidando la sorte e gli automobilisti. Niente da fare, rallentavano 10 metri prima e poi si fermavano, anche se li invitavo a passare e "anche" se avevano auto da "chi se ne frega degli altri".. E' ora di finirla. Quando potremmo dire "Te son de Trieste se te lassi passar i pedoni incolumi sulle zebre"?

mercoledì 23 dicembre 2015

Lettera del SSN a Babbo Natale

So bene che pochi leggeranno questa lettera del GIMBE- Nino Cartabellotta-SSN a Babbo Natale. Ma è bella e importante. Una bella sintesi su cosa si dovrebbe/potrebbe fare per migliorare la nostra sanità, che interessa a pochi quando stanno bene.

martedì 22 dicembre 2015

Le multe al Mercato coperto

La spiegazione fornita dal comandante della Polizia locale Abbate potrebbe ben chiudere la polemica sulle sanzioni date ai commercianti del Mercato coperto. L'amarezza è ben comprensibile vista la consistenza delle sanzioni stesse, ma le strumentalizzazioni politiche create su questo episodio non favoriscono la comprensione dell’accaduto e la convivenza civile. Mi sembra che ci sia qualcuno che voglia proteggere chi ha sbagliato, nonostante sia stato sollecitato a mettersi in regola. Le scorrettezze vanno bloccate, anche se possono nascere solamente da superficialità, ma sempre scorrettezze sono. Ritengo che si potrà lavorare per introdurre una gradualità della sanzione in casi simili, anche per non penalizzare l’attività commerciale, ma senza favorire chi opera scorrettamente, creando svantaggio a chi lavora seriamente, come è la maggioranza degli operatori. Questa è la differenza tra chi intende amministrare al meglio la nostra città e chi vuole solo visibilità.


"Dopo le innumerevoli polemiche - per lo più strumentali - e i commenti d’istinto di alcuni lettori, credo siano necessarie e doverose alcune precisazioni tecniche per offrire a tutti qualche strumento in più di lettura sui controlli al Mercato coperto di via Carducci. La Polizia locale è intervenuta su specifica sollecitazione di alcuni commercianti del Mercato stesso, affinché ci fosse un sostanziale rispetto delle regole, in particolare sull’occupazione degli spazi concessi. Il 14 dicembre sono stati controllati tutti i 34 operatori presenti: 23 di essi erano in regola con gli spazi occupati, 11 invece no. Come possono essere tutelati i 2/3 dei commercianti corretti? Ad ogni buon conto, e consapevoli dell’impatto di una sanzione commerciale sul bilancio di un’attività, nel periodo precedente i controlli i responsabili del Servizio commercio del Comune hanno richiamato più volte gli operatori del Mercato a restare entro gli spazi fissati dalla loro concessione. Lo ripeto: non uno, ma più richiami. Lo spazio concesso rientra nei meccanismi della leale concorrenza ma è anche fondamentale per la sicurezza dei luoghi, quando lo sconfinamento va ad ostruire completamente o quasi i camminamenti: se nella routine quotidiana possono costituire un noioso intralcio, in caso di emergenza possono fare la differenza tra la vita e la morte. È meglio controllare prima o stracciarsi le vesti dopo, incolpando l’amministrazione di inerzia? I verbali non hanno punito i commercianti per aver occupato «pochi centimetri in più», ho letto anche questo. Parliamo di 17, 20, 27 cassette di frutta/verdura; occupazione degli spazi di altri commercianti o sui camminamenti. Due metri quadrati in più non sono irrisori, proprio per i motivi di sicurezza e sana concorrenza commerciale appena accennati. Ricordo ancora, a chi chiede quali siano le leggi e chi le abbia fatte, che il regolamento del Mercato è stato approvato nel 2000 dal Consiglio comunale dell’epoca e che le sanzioni sono stabilite dalla legge regionale sul commercio (n.29/2005, art.43). La Polizia locale è deputata ai controlli ed è tenuta ad applicare queste specifiche norme, non certo a stabilire le regole né tantomeno l’importo delle sanzioni. Preciso infine che i controlli al Mercato sono una piccola parte dell’attività della Polizia locale, da sempre attiva in numerosi settori della sicurezza cittadina: polizia stradale, edilizia, sicurezza ambientale, giudiziaria, commerciale, tributaria e per la sicurezza urbana. In ogni campo effettuiamo al meglio tantissimi controlli. Ma tutti sono legati da due fattori comuni: sicurezza e serena convivenza. Sergio Abbate Comandante della Polizia locale"

mercoledì 4 novembre 2015

Assenteismo e licenziamento

Diritto al lavoro o all'assenteismo? Certe dichiarazioni di sindacalisti, dopo quella del ministro Madia, fanno sorgere qualche dubbio, che non fa onore al sindacato