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domenica 2 agosto 2015

La forza delle idee: spezzare le gambe?

Sulla pagina Facebook de Il Piccolo, nei commenti dei lettori che seguono l’articolo “Trieste, scoppia l’ennesima rissa: Ausonia Jump chiuso per 15 giorni” compare questo commento a nome di Danilo Slokar :” Kosovari e Rumeni ....ANCORAAAAA ....???!!!!!! L'idea di cominciare a spezzare le gambe potrebbe essere una soluzione ...????". E' lo stesso Danilo Slokar consigliere comunale e capogruppo della Lega Nord al Comune di San Dorligo della Valle? Se sì, è questa la nuova proposta politica della Lega Nord? Aizzare al linciaggio è una proposta politica della Lega Nord? Se sì, evidentemente mettere in primo piano delle belle facce non basta per nascondere l’animo xenofobo e far apparire un’anima violenta che per fortuna non era ancora apparsa. Ma al male non c’è mai limite.Non è accettabile affrontare così il problema della presenza di immigrati e rifugiati, che creano certamente dei problemi prima meno presenti. La Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste hanno messo in atto numerose misure per affrontare il problema dell'arrivo dei rifugiati e per consentire l'integrazione degli immigrati che sono necessari al mondo del lavoro nel nostro territorio. Altro si potrà fare, anche con la collaborazione dei cittadini e delle comunità degli immigrati e dei rifugiati. Ma non in questo modo, che alimenta solamente quella tensione che può portare alla violenza. Ma la Lega Nord si dissocia?

venerdì 17 luglio 2015

Basta con le risse, basta con le paure

I recenti episodi di violenza a Trieste che hanno visto coinvolti stranieri non sono certo gli unici che son successi nella nostra città, in quanto ce ne sono stati in passato anche solamente tra italiani. Il fatto però che si tratta di stranieri provoca la solita richiesta di repressione, tipica di chi non ha la conoscenza approfondita dei problemi e non ha idee per affrontarli oppure, come è il caso della Lega Nord, “l'offerta” di ronde padane. Queste esprimono più che altro la sottocultura fanciullesca del gioco del poliziotto contro il malvivente. Nella realtà lasciamo fare questo alle Forze dell'Ordine che lo sanno fare bene, anche perché sono i primi a lavorare sulla prevenzione degli incidenti piuttosto che sulla loro repressione.
Ronde e repressione creano un circuito di rancori e diffidenze nelle due parti, ma ancor di più in chi ha una comprensibile difficoltà ad integrarsi e cerca nel gruppo la soluzione ai suoi problemi. Questo diventa così un modo per nascondere le paure, tanto da affidarsi al bullo di turno che diventa l'eroe, anche se negativo, bisognoso di dimostrare in continuo la sua forza, pena la perdita di leadership, fino ad arrivare alla violenza.
L'unico modo di prevenire ulteriori episodi di violenza e impedire un peggioramento degli attuali buoni rapporti tra le comunità presenti a Trieste è l'incontro tra le comunità stesse e i loro rappresentanti, per trovare assieme le soluzioni a una situazione che rischia di essere alimentata solamente per biechi motivi elettorali. Propongo quindi non solo il singolo incontro organizzato per i media, quanto una serie di occasioni per favorire il dialogo e la comprensione reciproca, tanto da instaurare un metodo duraturo di confronto con le persone rappresentative delle comunità, a partire dalla Consulta degli immigrati. Non può essere trascurato però che chi sceglie di venire nel nostro Paese e nella nostra città lo fa non solo per trovare lavoro, m anche perché sceglie e accetta la nostra cultura, le nostre leggi e il nostro stile di vita.
Quando riceviamo un ospite nella nostra casa, gli spieghiamo sempre qualcosa che renda confortevole la sua presenza e non lo lasciamo all'oscuro di tutto ciò che potrebbe creare a lui e a noi qualche problema. Ritengo quindi che spetti a noi triestini fare il primo passo, anche se assieme poi sarà più facile trovare le soluzioni.